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Laura era una di quelle persone che fanno la differenza. Dolce e determinata, comprensiva e coraggiosa.

Una persona lungimirante, che riusciva a guardare al di là del presente, proiettandosi verso il futuro.

Insieme abbiamo pensato e scritto quella parte del programma di “Cardano Vive” dedicata alla cultura e alle politiche giovanili. Per la prima volta abbiamo parlato di marketing territoriale e promozione turistica a Cardano al Campo.

Più di un anno fa, a chiare lettere scrivevamo:
<<La cultura, lo spettacolo, le politiche giovanili e il turismo sono campi interconnessi, sono settori di sviluppo economico-sociale, di opportunità formative e lavorative. Da qui vogliamo ripartire per lo sviluppo sostenibile e solidale di Cardano>>.

Il gruppo Cardano Vive

Il gruppo Cardano Vive

Laura era una bella persona anche per questo, per la sua concretezza. Perché ciò che veniva detto o scritto doveva essere poi realizzato. E questo ti accade quando hai accanto a te persone motivate, appassionate, che credono realmente in quello che fanno.

Con Laura abbiamo tracciato le linee di un nuovo corso. Con lei abbiamo iniziato a percorrere in controtendenza una strada che metteva al centro dell’azione di governo la cultura come opportunità.

Non ci piacevano quelle visioni di corto respiro di chi sosteneva che “con la cultura non si mangia”. Ritenevamo mentre che senza cultura un Paese si spegne. E quindi, nel nostro piccolo, per “riaccendere” la nostra Cardano, volevamo lanciare una politica territoriale integrata di creazione e sostegno al settore con l’obiettivo di creare un sistema di produzione culturale virtuoso in grado di fare coesione sociale e allo stesso tempo promozione del territorio.

Scommettere sulla cultura, sull’economia creativa, in un piccolo centro del “varesotto” e in un periodo di crisi significava “osare”, significava andare incontro agli scettici e alle critiche.

Ma per Laura quella era una delle strade da seguire, era una strada giusta, era quello che volevamo fare, con tutta la passione e la determinazione che ci contraddistingueva.

Fu così che nel giro di poco tempo passammo dalle parole ai fatti. In meno di un mese con Laura, la sua giunta e l’associazione Atratti mettemmo su il MAST – Malpensa Street Festival. Un evento dedicato al nuovo circo e alle arti di strada.

Uno spettacolo del MAST 2012

Laura ci credeva fortemente nel MAST.

Era attratta dall’idea della strada, intesa come luogo d’incontro e di scambio, di aperture e di democratizzazione.

Il fatto che lo spettacolo di strada generasse un importante momento aggregativo, di fruizione e partecipazione per i cittadini, la entusiasmava.

Il fatto poi che l’originalità comunicativa intrinseca alle arti di strada ci permettesse di veicolare una proposta di riqualificazione ed animazione della città per tutti noi era molto importante.

Mast 2012 – Tavola Rotonda

Il MAST fu inaugurato con una bella tavola rotonda dal titolo: “IL FESTIVAL TRASFORMA LA CITTA’: Come un festival può realmente trasformare le città e contribuire a rilanciarle sia socialmente che economicamente”.
La prima edizione del MAST fu un vero ed inaspettato successo. Riuscimmo a portare a Cardano migliaia di persone in quel weekend soleggiato di settembre. La città fu trasformata dal MAST, anche se solo per due giorni, con buona pace degli scettici.

Laura era instancabile. Il programma era prioritario e noi dovevamo realizzarlo. Perché un programma è una promessa e le promesse Laura le manteneva.

Dopo il MAST arrivò l’idea di LIBREVILLE, la città dei libri. Era un nuovo festival dedicato alla letteratura e alle donne.

Si partì dall’idea che i libri aprono le città, liberandole. Da qui il nome stesso della manifestazione: LIBREVILLE “la città dei libri”, “la città liberata dai libri”.

Conf.stampa Libreville (ph.VareseNews)

Tutto l’amore che Laura aveva per la cultura letteraria era presente ed evidente nella determinazione e nella ferma volontà di realizzare la manifestazione e, attraverso la manifestazione stessa, lo stava trasmettendo ai suoi concittadini.

Libreville era un po’ lo specchio di alcune grandi passioni di Laura: la cultura e la letteratura, l’impegno civile, le battaglie per le donne e le pari opportunità.

La manifestazione fu inaugurata il 29 Giugno nei locali della rinnovata Casa Paolo VI, “restituita” alla comunità cardanese dopo ben 35 anni. La “Paolo VI” doveva essere resa fruibile per uso sociale entro la fine dell’anno ma Laura volle aprirla ai suoi concittadini da subito, organizzandoci appunto il festival al suo interno. Con caparbietà e determinazione Laura propose di dedicare le sale interne della “Paolo VI” a tre donne che nella storia hanno lasciato il segno: Sibilla Aleramo, Elsa Morante e Ipazia di Alessandria. Il giorno in cui mi comunicò della sua volontà di intitolare le sale a Sibilla, Morante e Ipazia mi chiese cosa ne pensassi. Le risposi che era un gesto importante e che forse avrebbe suscitato qualche polemica ma le dissi di andare avanti.
Laura non accettava il fatto che a Cardano ci fosse solo una strada intitolata ad una donna (Nilde Iotti). Per lei l’intitolazione delle tre sale andava al di là del gesto simbolico. Era giusto farlo e fu fatto, nonostante le polemiche, che come da copione si manifestarono,  nonostante tutto.
Oggi, alla luce di quanto successo, penso a Ipazia di Alessandria e penso a Laura. Due donne vissute in epoche diversissime ma accomunate dall’amore per le scienze e la filosofia. Due donne che condividevano alcune delle grandi conquiste della modernità (la libertà di pensiero, il pluralismo, la libertà di ricerca…). Due donne belle, intelligenti, curiose e forti. Due donne, ahimè, cadute sotto i colpi del fanatismo.
A Libreville, dunque ci fu una “doppia inaugurazione”, carica di significati.
La “Casa Polo VI” diventava in quei giorni uno spazio aperto, un luogo di cultura, di confronto e la manifestazione fu un altro evento di successo, un’altra “scommessa” vinta e realizzata in pochissimo tempo.

L’ultima volta che ho sentito Laura è stata l’indomani di Libreville, alla vigilia di quel fatidico 2 Luglio. Era entusiasta, carica e contenta per il successo della manifestazione.
Fu una lunga e bella telefonata conclusasi con queste sue parole: <<…Andiamo avanti così e adesso concentriamoci sul MAST.. >>.

Scrivere di lei, delle nostre collaborazioni e di quello che abbiamo realizzato insieme è per me oggi importante e catartico: mi permette di placare la rabbia, di arrestare le lacrime ma soprattutto di guardare avanti.

Laura ci ha indicato una strada da percorrere, ci ha mostrato che con fermezza e determinazione gli ostacoli si superano. Che se stai percorrendo una strada giusta nessuno ti potrà mai fermare. Che “lavorare per la collettività” e per il “bene comune” alla fine premia.

Adesso sarà mio (e nostro) compito quello di percorrere la strada indicata da Laura, fino in fondo!
Sarà nostro obiettivo quello di portare avanti le sue idee, i suoi valori e i suoi progetti.
In sua memoria, nel rispetto della sua volontà, per continuare ad averla accanto, quotidianamente!

Ciao Laura, ti voglio bene!

Francesco Rienzi
ex consigliere comunale e capogruppo “Cardano Vive”
Presidente Associazione Culturale Atratti
ma soprattutto, un amico di Laura.